Prosciutto arrosto con purè di patate alla brace cotti nel kamado Monolith

Il prosciutto arrosto è una tipica preparazione nata più di 150 anni fa nelle corti e nelle cucine dell’impero Austroungarico. Celebre è il prosciutto di Praga che consiste in una coscia di maiale arrostita direttamente sulle braci per alcune ore, dove i grassi ed i liquidi della carne andranno a generare del fumo che conferirà quel tipico profumo di affumicato al prosciutto. Importantissima è anche la fase precedente la cottura, dove il prosciutto è immerso in una salamoia con diverse erbe aromatiche per conferire aromi e gusto fino alla parte più interna della coscia di suino. Nonostante la sua origine al di fuori del territorio Italiano, vista l’influenza dell’impero Austroungarico su alcune regioni del Nord Italia, non è difficile trovare alcuni prosciutti arrostiti stile Praga sul territorio italiano, come ad esempio il prosciutto arrostito stile Trieste.

La ricetta originale prevede l’utilizzo di una coscia intera di maiale ed una procedura che richiede tempi lunghi per la salamoia e spazi importanti per la conservazione della carne prima della cottura. In questa ricetta vedremo una procedura in un ambito domestico, per ottenere un fantastico pezzo di prosciutto arrostito, leggermente affumicato al ciliegio. Per accompagnare il piatto l’ideale è preparare  del purè ottenuto a partire da patate cotte nella brace. Questo tipo di cottura delle patate donerà al purè un aroma particolare che si sposa perfettamente con il prosciutto arrostito.

PATATE ALLA BRACE

Ingredienti
  • 3 Kg di sovracoscia di maiale con cotenna
  • 1 Kg di patate
  • Olio extravergine di oliva
  • 80 gr di burro di montagna
  • 120 ml di latte intero
  • Pellet di ciliegio Monolith per affumicare

PATATE ALLA BRACE

Per la salamoia:

  • 5 foglie di alloro
  • Una decina di bacche di ginepro
  • Qualche ramo di rosmarino
  • Qualche bacca e foglie di mirto
  • Un paio di stecche di cannella
  • Qualche chiodo di garofano
  • Una manciata di pepe in grani
  • 120 grammi di sale per ogni litro di acqua
Preparazione della salamoia e del prosciutto

Per preparare la salamoia procedete come di seguito:

  • In una pentola mettete l’acqua e portatela ad ebollizione. Per un pezzo di 3 kg si utilizza circa 3 L di acqua.
  • Una volta arrivata a bollore, spegnete il fuoco. Mettete nell’acqua il sale e fatelo sciogliere agitando l’acqua con un cucchiaio. Successivamente, mettete tutte le altre spezie e lasciate raffreddare.
  • A questo punto dovrete iniettare parte della salamoia all’interno del prosciutto con una siringa. Per un pezzo da 3 kg, dovrete utilizzare circa mezzo litro di salamoia.
  • Una volta iniettata la salamoia, prendete un contenitore capiente e mettete la carne e il resto della salamoia. Coprite il tutto e lasciate in frigorifero per almeno 3 giorni. Questo è un processo chiave per conferire sapori e profumi alla carne.
  • In questa ricetta non vengono usati nitrati o altri conservanti viste le tempistiche brevi di permanenza dell’alimento nella salamoia e la conservazione in frigo. Per tempistiche più lunghe è sempre consigliabile l’utilizzo di nitrati per evitare la proliferazione batterica.
Preparazione del kamado e cottura del prosciutto e delle patate

Per questa ricetta abbiamo utilizzato il modello LeChef di Monolith in conformazione indiretta (forno).

Procedete come di seguito:

  1. Aggiungete circa 3 kg di carbone nel kamado ed accendete i carboni in un solo punto, preferibilmente vicino all’ingresso dei pellet per l’affumicatura.
  2. Inserite i deflettori, le vaschette raccogli grasso e la griglia.
  3. Raggiungete i 110°C e stabilizzate la temperatura del kamado agendo sull’ingresso e l’uscita dell’aria.
  4. Versate con delicatezza circa 1 litro d’acqua nelle vaschette raccogli grasso e mettete il pezzo di carne a cuocere. Se avete una sonda della temperatura, utilizzatela per monitorare la temperatura interna della carne.
  5. Inserite nell’apposito ingresso una manciate di pellet al ciliegio e fate affumicare la carne per circa 15 minuti.
  6. Fate cuocere a 110°C fino a quando la temperatura interna della carne non raggiunge gli 82°C circa. Per un pezzo di circa 3 kg ci vorranno circa 5 ore.
  7. Raggiunti gli 80°C all’interno della carne, aprite le bocchette di entrata ed uscita dell’aria e raggiungete circa i 200°C.
  8. Spennellate con olio extravergine di oliva la cotenna per farla scoppiettare al calore. Questa fase richiederà qualche minuto.
  9. Quando tutta la cotenna sarà bella croccante, prendete il pezzo di carne ed avvolgetelo nella carta stagnola e fatela riposare per un paio d’ore.
  10. Nel frattempo mettete le patate nella cenere con le braci del kamado e fatele cuocere per circa 40 minuti o fino a quando non saranno cotte (le tempistiche dipendono dalla grandezza delle patate).
  11. Una volta cotte, prendete le patate, eliminate la buccia e passatele con un passa patate. A questo punto, “montate” il purè sbattendo con una frusta le patate con latte caldo e fiocchi di burro.
  12. Prendete un piatto ed adagiate un bel cucchiaio di purè con un paio di fette di prosciutto arrostito.

PATATE ALLA BRACE

Sandro Annese

Sandro è uno Chef ed un esperto “grigliatore” che da anni si dedica con passione sia al mondo della cucina che a quello del barbecue e alla griglia. Laureato in Biotecnologie Industriali lavora come manager in una importante multinazionale. Parmigiano d’adozione ma pugliese di nascita, si è sempre dedicato sin da bambino alla cucina, con una predilizione particolare alle cotture della carne e del pesce alla griglia o al barbecue, alla cottura di focacce, pane e pizze al forno a legna.

Sandro è uno Chef e consulente dell'Accademia Monolith e fa anche parte di MONOElite, la squadra ufficiale Italiana di dimostratori Monolith che raccoglie esperti grigliatori non professionisti.

sandro annese

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LASAGNE AL FORNO

Lasagne Emiliane al forno

Le lasagne sono il tipico piatto della domenica, della festa che spesso ci preparava con molta cura e maestria la nonna. La lasagna è un piatto tipico italiano di origine antichissime, già i Romani cuocevano qualcosa di simile con il termine “laganon”, piatto a base di sfoglia di pasta sottile e carne. Successivamente, nel Medioevo, viene aggiunto il formaggio tra uno strato di pasta all’uovo ed un altro, fino all’aggiunta della salsa di pomodoro che renderanno le lasagne il tipico piatto che oggi tutti noi conosciamo.

Inoltre, oggi le lasagne possono anche essere “regionalizzate” con ingredienti tipici del territorio, basti pensare alle lasagne al pesto, quelle al radicchio e persino la variante alla norma con l’aggiunta di melenzane. In questa ricetta vediamo come preparare delle ottime lasagne emiliane a base di ragù alla bolognese, besciamella e parmigiano reggiano.

Ingredienti
  • 0,5 kg di sfoglia secca all’uovo per lasagne
  • 1 kg di ragù di carne mista (50% bovino, 50% suino) alla bolognese
  • 100 gr di parmigiano reggiano
Per la besciamella:
  • 1L di latte intero
  • 100 gr di burro di montagna
  • 100 gr di farina
  • Sale q.b.
  • Noce moscata q.b.

Preparazione della besciamella e delle lasagne

Per preparare la besciamella procedete come di seguito:

  • In una pentola mettete a sciogliere il burro, successivamente mettete la farina ed amalgamate bene con una frusta. Fate cuocere il tutto per circa 2 minuti a fuoco basso.
  • Aggiungete poco alla volta il latte caldo mescolando con la frusta per evitare la formazione di grumi.
  • Continuate a mescolare a fuoco basso fino all’ebollizione della salsa.
  • Spegnete il fuoco, aggiungete sale e noce moscata e fate raffreddare, abbiamo bisogno di una salsa liquida per poi formare le lasagne.
  • In una teglia da forno, aggiungere un po’ di ragù alla bolognese ed un po’ di besciamella.
  • Successivamente fate un primo strato di pasta e poi condite con dell’altro ragù e besciamella spolverando con del parmigiano reggiano.
  • Dovete fare almeno 4 strati sempre nello stesso modo per poi cuocerle nel kamado.

Preparazione del kamado e cottura delle lasagne

Per questa ricetta abbiamo utilizzato il modello LeChef di Monolith in conformazione indiretta (forno).

Procedete come di seguito:

  1. Aggiungete circa 1 kg di carbone nel kamado ed accendete i carboni.
  2. Inserite i deflettori e la griglia.
  3. Raggiungete i 180°C e stabilizzate la temperatura del kamado agendo sull’ingresso e l’uscita dell’aria.
  4. Mettete a cuocere le lasagne per almeno 30 minuti.
  5. Verso fine cottura, chiudete l’uscita dell’aria del camino quasi del tutto ed aprite l’ingresso dell’aria alla base del kamado per abbrustolire leggermente la superficie delle lasagne.
  6. Togliete le lasagne e fatele raffreddare per una decina di minuti, successivamente porzionate e servitele ancora calde.

Sandro Annese

Sandro è uno Chef ed un esperto “grigliatore” che da anni si dedica con passione sia al mondo della cucina che a quello del barbecue e alla griglia. Laureato in Biotecnologie Industriali lavora come manager in una importante multinazionale. Parmigiano d’adozione ma pugliese di nascita, si è sempre dedicato sin da bambino alla cucina, con una predilizione particolare alle cotture della carne e del pesce alla griglia o al barbecue, alla cottura di focacce, pane e pizze al forno a legna.

Sandro è uno Chef e consulente dell'Accademia Monolith e fa anche parte di MONOElite, la squadra ufficiale Italiana di dimostratori Monolith che raccoglie esperti grigliatori non professionisti.

sandro annese

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errico recanati libro

Uno dei più bei libri scritti sulla cottura alla griglia: Errico Recanati, Cuocere alla brace

Lo Chef Errico Recanati ed il suo Ristorante Andreina a Loreto per noi di Monolith sono stati una grande scoperta perché  Errico si è inserito alla perfezione nel progetto ed ha completato quella squadra di Chef Ambassador Italiani che avevamo in mente, da chi propone cucina internazionale a chi innovativa a chi della tradizione. Errico, che lo si può definire un "Maestro di brace", con Monolith è entrato subito in sintonia, sia con i nostri kamado sia con la nostra filosofia aziendale che tende a valorizzare prima di qualsiasi altra cosa la tradizione Italiana della cottura con il fuoco.

Uno Chef Stellato

Errico è uno Chef capace di meritarsi una Stella Michelin con il suo Ristorante Andreina a Loreto, di famiglia da 60 anni, cucinando, tutti i giorni ed instancabilmente, cibi espressi sulla griglia. Errico oggi porta avanti il locale con una proposta fatta di braci soprattutto, ma anche di piatti regionali e di materie prime del territorio, senza disdegnare ovviamente anche tecniche, strumenti e impiattamenti moderni.

Il libro "Cuocere alla brace" un regalo di Natale perfetto per gli amanti della cottura alla brace

La cottura alla brace di Errico Recanati è la cottura alla brace che piace a tutti. Che siate tradizionalisti o sperimentatori, affezionati alla vecchia scuola o creativi di stampo modernista, amerete il libro di Errico Recanati sulla cottura alla brace.

Ci spiega Allan Bay, curatore per Italian Gourmet della collana iTecnici, che “la cottura alla brace piace a tutti, arcaici o modernisti che siano. E se si parla di cottura alla brace, si parla di Errico Recanati più che di chiunque sa gestire questo tipo di cottura archetipa, millenaria e circondata di un alone un po’ mistico”. Del resto, fare un buon piatto alla brace può sembrare semplice, ma non è per nulla vero, sono tanti i “segreti” che si celano dietro un ottimo risultato. Segreti che Errico ben conosce. Che sono appunto quelli che vuole condividere con questo libro.

CUOCERE ALLA BRACE

Il libro lo racconta con dovizia di particolari: a partire dalla carbonella, formata anche da legni diversi, per garantire aromaticità giusto grado di calore e persistenza dello stesso, senza dimenticare che per cuocere alla brace non va bene il legno a fiamma viva, quello che amiamo vedere nei caminetti: brucerebbe tutto quanto lambisce. Per essere utilizzato nella cottura diretta, va trasformato in quella che comunemente chiamiamo carbonella.

‘Cuocere alla brace’ spiega allo chef professionista come all’appassionato gourmet, come davvero moltissime preparazioni si possano preparare in questo modo: dai lievitati ai dolci, passando per antipasti e primi, anche la frutta viene passata sopra la griglia, per creare zuppette e creme che arricchiranno i dolci. Indimenticabile poi la sua cacio e pepe alla brace, e se vi state chiedendo come sia possibile realizzare una pasta alla brace sappiate che Errico utilizza delle piccole griglie di vari spessori da porre sopra la griglia classica, su cui è possibile cuocere anche le erbe di campo, data la fitta maglia della rete della piccola graticola tutto cuoce in maniera omogenea senza mai cadere.

CUOCERE ALLA BRACE

La cucina che Errico racconta in questo volume, si può dividere in “cottura diretta”, effettuata ponendo l’alimento da cuocere direttamente sulla brace, rispettando i tempi di cottura, a volte molto brevi, per mantenere la succosità della carne e del pesce e la fragranza delle verdure, e “cottura indiretta” (meglio dire lontana dal fuoco) che ama e che lo contraddistingue, in cui l’alimento viene posto lontano dal fuoco ma sopra ai suoi fumi anche per giorni, così facendo si affumica lentamente, assorbendo tutti i profumi dei legni e delle piante aromatiche; non mancano poi cotture su spiedi e sotto la cenere.

Un’altra tecnica degna di nota su cui vale la pena soffermarsi è quella del “cappello”, un modo che lo chef utilizza per catturare tutti i profumi della brace: una volta posto sulla griglia, l’alimento viene coperto da un coperchio a campana, che raccoglie tutti i fumi della carbonella convogliandoli verso l’alimento stesso, il risultato perciò sarà saporito perché cotto con cottura diretta su brace, ma al tempo stesso presenterà forti sentori di affumicato (l’importante è che il coperchio utilizzato copra sempre tutto l’alimento, per garantire un’aromatizzazione omogenea).

Per finire, la proposta di ricette è vastissima: troverete 18 basi, salse e sughi, 10 pizze, focacce e pani, 48 antipasti, 24 primi piatti, 38 secondi piatti e 8 dolci: con diverse precotture e finiture, ma tutti passati alla brace. Attraverso queste pagine apprenderete che tutto può essere cotto alla brace, perché ogni piatto può trasformarsi e reinventarsi tramite fuoco, affumicatura, fumo e calore, e che realizzare un piatto perfetto e completo di tutto è possibile anche utilizzando una cottura antica e straordinaria come quella che solo il fuoco e il legno sanno conferire.

Scarica qui o clicca sull'immagine del libro per scaricare un estratto del libro dove troverai alcune ricette e potra scoprire il favoloso mondo della cottura alla brace di Errico Recanati

cuocere alla brace

 

 

 

 

 

 

Il libro fa parte della collana I Tecnici di Italian Gourmet e lo si può trovare in vendita sul sito dell'editore a questo link .

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PANETTONE AL FORNO

La ricetta del Panettone cotto nel Monolith

Il Panettone  è il più tipico ed il più famoso dolce Natalizio italiano, di origini Milanesi, che ha oltrepassato i confini nazionali per finire di essere adottato in tutto il mondo, naturalmente per la sua bontà. Oggi Stephan Stohl Corporate Chef di Monolith ci fa vedere la sua versione e come cuocerlo nel kamado Monolith utilizzato come forno a carbone.

ricetta panettone

Ingredienti
  • 450g di farina setacciata
  • 120g di zucchero
  • 1 cubetto di lievito (40g)
  • 120g di burro
  • 180ml di latte
  • 6 tuorli d'uovo
  • 1 pizzico di sale
  • 75g di buccia d'arancia candita
  • 75g di scorza di limone candita
  • 200g di uva passa
  • Qualche fiocco di burro per lo stampo

ricetta panettone

Preparazione 

1. per il nostro delizioso panettone dobbiamo per prima cosa sciogliere il burro con il latte in una pentola e lasciarlo raffreddare fino a renderlo tiepido. Mettete la farina in una ciotola e formate un buco al centro. Sbriciolate il lievito e cospargetelo di zucchero.
2. versare sopra il composto di latte e burro e impastare fino ad ottenere un composto, che può essere impastato anche con il gancio per la pasta. Coprire e riposare per 15 minuti. Mescolare le uova e il sale e impastare fino a ottenere una pasta soda.
3. mescolare la scorza d'arancia candita, la scorza di limone e l'uvetta e impastare nell'impasto.
4. ungere una tortiera con il burro e spolverarla di farina, spalmarvi l'impasto. Coprire e lasciare riposare per 2 ore o fino a quando la pasta non sarà lievitata il doppio.
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ricetta panettone

Preparazione del Monolith kamado e cottura 

Per questa ricetta abbiamo utilizzato il modello Classic Pro Serie 1.0 di Monolith in modalità cottura indiretta ovvero come un forno a carbone con la pietra refrattaria.

Procedete come di seguito:

  1. Aggiungete circa 1 kg di carbone nel kamado ed accendete i carboni.
  2. Lasciate aperto l’accesso dell’aria in modo tale da avere carboni ardenti.
  3. Quando arriva a 200° chiudete l’ingresso e l’uscita dell’aria a circa metà, abbiamo bisogno stabilizzare la temperatura
  4. Impostare un setup con pietra deflettore e pietra per pizza al livello superiore
  5. Inserite il panettone e portate il kamado a 180°C. Cuocere il panettone per 30 minuti.
  6. togliere e spennellare con l'uovo, quindi cuocere in forno per altri 20 minuti. Dopo la cottura, sformare e lasciare raffreddare, cospargere con zucchero a velo e servire.

ricetta panettone

Stephan Stohl

Stephan è da anni il Corporate Chef di Monolith, è lui che direttamente si occupa delle principali attività legate alla parte culinaria di Monolith ma non solo, si occupa anche di tutto lo sviluppo ed e miglioramento di nuove funzionalità delle griglie Monolith per renderle sempre più performanti ed utilizzabili al meglio.

Stephan in questo ruolo è fondamentale in quanto oltre a conoscere il business aziendale, attraverso la creatività della sua cucina, promuove al meglio i prodotti e l’immagine di Monolith sia attraverso dimostrazioni ed eventi dedicati al suo utilizzo che realizzando ricette come questa.

Stephan inoltre collabora attivamente con i responsabili del marketing aziendale per creare campagne e materiale promozionale.

La cucina di Stephan è una cucina semplice, basata sugli insegnamenti che fin da piccolo ha ricevuto dalla nonna ovvero quello di apprezzare ed utilizzare la materia prima che la natura offre dando valore al cibo anche il più modesto. Per questo nella sua casa di campagna coltiva le proprie verdure ed alleva delle pecore che poi lui stesso macella.  Da questa idea di vita proviene la sua cucina, semplice, diretta, onesta e dannatamente gustosa.

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TORTA DI MELE (9)

Torta di mele affumicata al ciliegio

La sua origine è ancora avvolta nel mistero ma sicuramente ha origine medievale, forse nata in Francia o forse in Inghilterra, negli Stati Uniti prende il nome di “American Pie”. Probabilmente è nata per favorire la conservazione delle mele, oggi si può definire un classico dolce casalingo che allieta il fine pasto in famiglia nel periodo autunnale. Nel suo complesso, è una ricetta semplice e di veloce realizzazione che può essere anche un’ottima merenda per i più piccoli. In questa ricetta vedremo come preparare e cuocere una torta di mele classica e conferirgli delle note di affumicatura al ciliegio.

TORTA DI MELE

Ingredienti
  • 600 gr di mele Golden
  • 250 gr di farina 00
  • 200 gr di zucchero
  • 150 gr di uova
  • 70 gr di burro di montagna
  • 125 gr di crema di yogurt bianco
  • 15 g di lievito per dolci
  • 1 limone, succo e buccia
  • Per l’affumicatura, pellet di ciliegio Monolith

TORTA DI MELE

Preparazione  

Lavate e sbucciate le mele, tagliatele in 4 spicchi e privatele dei semi. Successivamente, tagliate un terzo degli spicchi in fettine sottili e il resto a dadini. Condite i dadini di mela con il succo di un limone, un pizzico di zucchero e la buccia di limone finissima.

Separate rosse e bianche d’uovo, montate i tuorli con lo zucchero e in un contenitore a parte montate anche l’albume. Aggiungete ai tuorli il burro fuso e mescolate, poi incorporate delicatamente gli albumi montati e poi di seguito la farina precedentemente setacciata ed il lievito per dolci. Incorporate infine la dadolata di mele e mescolate con delicatezza. Imburrate la superficie della tortiera e colate l’impasto, decorate con le fette di mela fino a coprire la torta ed infine cospargete il tutto con un pizzico di zucchero. A questo punto sarete pronti per infornare la torta.

TORTA DI MELE

Preparazione e cottura nel kamado

Per questa ricetta abbiamo utilizzato il modello LeChef di Monolith in modalità cottura indiretta ovvero come forno a carbone utilizzando il deflettore in ceramica compreso nel suo equipaggiamento di base.

Procedete come di seguito:

  1. Aggiungete circa 1.5 kg di carbone nel kamado ed accendete i carboni.
  2. Lasciate aperto l’accesso dell’aria in modo tale da avere carboni ardenti.
  3. Aggiungete i deflettori e posizionate la griglia nella posizione più distante possibile dai deflettori, questa operazione sarà semplicissima se disponete dello “smart grid system”.
  4. Chiudete l’ingresso e l’uscita dell’aria a circa metà e stabilizzate la temperatura del kamado intorno a 170°C.
  5. Mettete a cuocere la torta per circa 40 minuti. Non aprite il coperchio del kamado per evitare problemi alla lievitazione della torta, se gestite la temperatura in maniera ottimale dovrete aprire il coperchio solo a fine cottura.
  6. Subito dopo, inserite una manciata di pellet di ciliegio nelle braci attraverso lo sportellino e fate affumicare la torta per circa 10 minuti.
  7. Passati i 40 minuti di cottura, fate raffreddare la torta almeno per un’oretta.
  8. Tagliate una fetta e servite con una spolverata di zucchero a velo.

Sandro Annese

Sandro è un esperto “grigliatore” che da anni si dedica con passione al mondo del barbecue e alla griglia. Laureato in Biotecnologie Industriali lavora come manager in una importante multinazionale. Parmigiano d’adozione ma pugliese di nascita, si è sempre dedicato sin da bambino alla cucina, con una predilizione particolare alle cotture della carne e del pesce alla griglia o al barbecue, alla cottura di focacce, pane e pizze al forno a legna.

Sandro è uno Chef e consulente dell'Accademia Monolith e fa anche parte di MONOElite, la squadra ufficiale Italiana di dimostratori Monolith che raccoglie esperti grigliatori non professionisti.

sandro annese

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RISOTTO ALLA ZUCCA

Risotto alla zucca e salsiccia

Il risotto alla zucca e salsiccia è un primo piatto ricco di sapore che ben si accompagna alle giornate fredde autunnali. La zucca è un ortaggio versatile che può essere abbinato ad un’ampia tipologia di ingredienti e con il suo gusto dolciastro ben si sposa al sapore intenso e saporito della salsiccia. Di tipologie di zucche c’è ne sono diverse e non tutte sono commestibili. In questa ricetta useremo una zucca violina liscia, la cui dolcezza appena accennata la rende ideale per creare una buonissima crema che insaporirà il risotto con la salsiccia. Inoltre, l’utilizzo del kamado per la cottura del risotto conferisce quel particolare aroma di barbecue e sentori affumicati che renderanno questa ricetta alquanto unica e particolare.

Risotto alla zucca e salsiccia

Ingredienti
  • 300 gr di riso vialone nano
  • 250 gr di salsicce
  • 250 gr di zucca
  • 1L di brodo vegetale
  • 50 gr di burro
  • 50 gr di parmigiano reggiano
  • Qualche foglia di timo
  • Mezzo bicchiere di vino bianco
  • Sale q.b.
  • Pepe q.b

Risotto alla zucca e salsiccia

Preparazione della zucca

Tagliare in 2 la zucca, private dei semi e della buccia. Fate dei pezzi medio piccoli di dimensioni più o meno simili. Mettete i pezzi di zucca in un pentolino d’acciaio, aggiungete 1 mestolo di brodo e 1 mestolo di acqua e la preparazione è pronta per la cottura.

Risotto alla zucca e salsiccia

Preparazione del kamado e cottura della zucca e del risotto

Per questa ricetta abbiamo utilizzato il modello LeChef di Monolith in configurazione cottura diretta ovvero come griglia.

Procedete come di seguito:

  1. Aggiungete circa 1.5 kg di carbone nel kamado ed accendete i carboni.
  2. Lasciate aperto l’accesso dell’aria in modo tale da avere carboni ardenti.
  3. Adagiate la griglia e fatela scaldare.

Risotto alla zucca e salsiccia

Dopo aver preparato il kamado, procedete come di seguito:

  1. Mettete a cuocere la zucca nel pentolino direttamente sulla griglia e chiudendo il coperchio del kamado. Fate cuocere per circa 25 minuti ad una temperatura di circa 180°C.
  2. Quando la zucca è cotta, riducetela a crema con un frullatore a bicchiere, aggiustate di sale e pepe e lasciatela in caldo.
  3. Mettete sulla griglia una pentola e fatela riscaldare. Con le mani spezzettate le salsicce in pezzi medio piccoli eliminando la pelle.
  4. Fate rosolare la salsiccia fino a quando non sarà ben rosolata e brunita.
  5. Con un cucchiaio di legno recuperate la salsiccia e mettete una noce di burro.
  6. Fate sciogliere il burro e mettete a tostare il riso.
  7. Sfumate con il vino bianco e quando sarà evaporato mettete un mestolo di brodo vegetale ben caldo.
  8. Aggiungete altro brodo caldo non appena quello che avete aggiunto in precedenza è evaporato e continuate così fino quasi alla cottura del riso. Per un vialone nano ci vorranno circa 15 minuti.
  9. Qualche minuto prima della cottura ottimale del risotto mettete la salsiccia e girate con un cucchiaio di legno.
  10. Quando il riso è cotto, toglietelo dal kamado, mettete il burro, il parmigiano ed un mezzo mestolo di brodo, qualche granello di sale e pepe e mescolate il tutto con un cucchiaio di legno. Mantecate per ottenere un risotto all’onda bello cremoso.
  11. Mettete un paio di cucchiai di crema di zucca in un piatto e poi il risotto, guarnite con qualche pezzo di zucca a dadini e qualche foglia di timo.

Risotto alla zucca e salsiccia

Sandro Annese

Sandro è un esperto “grigliatore” che da anni si dedica con passione al mondo del barbecue e alla griglia. Laureato in Biotecnologie Industriali lavora come manager in una importante multinazionale. Parmigiano d’adozione ma pugliese di nascita, si è sempre dedicato sin da bambino alla cucina, con una predilizione particolare alle cotture della carne e del pesce alla griglia o al barbecue, alla cottura di focacce, pane e pizze al forno a legna.

Sandro è uno Chef e consulente dell'Accademia Monolith e fa anche parte di MONOElite, la squadra ufficiale Italiana di dimostratori Monolith che raccoglie esperti grigliatori non professionisti.

sandro annese

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